La Fattoria dei Primi

La rinascita di confiscati alla mafia

Progressi 20%

In Italia, dopo trentasei anni dalla nascita della Legge Rognoni – La Torre, continua l’impegno ad attuare processi di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Pio La Torre amava definirla una “legge per la democrazia”, ed è così che a noi piace raccontare questa storia di riqualificazione democratica dei 26 ettari confiscati alla mafia che ci sono stati affidati dal Comune di Valenzano.

Lo stato

Il terreno si trovava in evidente stato di abbandono e di degrado. Arrivati sul terreno erano presenti circa 400 alberi di ulivo. Non potevamo credere ai nostri occhi quando abbiamo scoperto che gli alberi all’inizio degli anni ’80 erano 10.000!

Ma la vista più avvilente è stata quella di oltre 700 tonnellate di rifiuti lasciate sui terreni nel corso degli anni. Insomma, era diventata una discarica a cielo aperto. Quest’immondizia è stata rimossa grazie alle autorità locali e al coinvolgimento di cittadini e associazioni. Infatti, circa 300 persone ci hanno aiutato a completare le operazioni di pulizia e a piantare 220 alberi da riforestazione e 600 alberi di melograno.

Abbiamo messo in atto un movimento comunitario e democratico perché sappiamo che i terreni non sono nostri, ma appartengono alla comunità. Per questo motivo il nostro progetto è partecipativo e vogliamo che la città sappia cosa succede ai terreni confiscati alla mafia.

Il progetto

I 26 ettari confiscati alla mafia della Fattoria dei Primi hanno come elemento distintivo la sostenibilità a 360° e sono lo strumento che permetterà di modificare il percepito di Valenzano da “comune confiscato alla mafia ” a “comune laboratorio di legalità“.

Dedichiamo i terreni solo a prodotti certificati bio perché vogliamo essere un valore sia per chi cura la terra che per chi ne mangia i frutti. L’agricoltura è il nostro mezzo per coniugare il recupero della personalità e della vita lavorativa. Questa convinzione si è rafforzata in cooperativa grazie ai progetti sviluppati con ragazzi diversamente abili in attività di orto-terapia e con ragazzi appartenenti al circuito minorile del penale utilizzando le “messe alla prova”.

Il nostro è un progetto agricolo ambizioso, per questo nel corso degli anni abbiamo previsto diverse fasi per soddisfare i tempi di finanziamento e messa in opera. Le azioni che stiamo sviluppando si possono riassumere nei successivi 3 step:

Step Uno

  1. recupero produttivo del terreno e messa in produzione di 7 ettari a legumi e cereali;
  2. realizzazione del pozzo e della condotta principale dell’impianto idrico per l’irrigazione delle 600 piante di melograno appena messe a dimora (Sezione 1)
  3. predisposizione progettuale dell’impianto idrico ad interfacciarsi con una piattaforma digitale IOT per supportare la distribuzione di acqua con dati agrometeo in tempo reale (Sezione 1)
  4. acquisto di nuovi mezzi agricoli (es: trattore, serbatoio gasolio, spandiconcime, aratro, trinciasarmenti, muletto, coltivatore a 8 dischi) (Sezione 1).

Step Due

  1. ordinare gli alberi di mandorlo, fico ed ulivo. Considera che sono necessari circa 2 anni per la produzione in vivaio e la consegna (Sezione 4);
  2. programmare il recupero dei 7 ettari sui quali piantare dopo 24 mesi gli alberi (Sezione 4). Nel frattempo, verranno utilizzati per seminare legumi e cereali;
  3. pianificare l’acquisto della prima tranche del pollaio per circa 400 galline (Sezione 3).

Step Tre

  1. pianificazione dei diritti di impianto per il vigneto entro la fine di marzo 2023 e realizzazione entro i 36 mesi successivi alla concessione;
  2. avviare la coltivazione di ortaggi e erbe spontanee.

Il disegno strategico prevede il coinvolgimento del terzo settore e degli organi comunali per attivare percorsi di dialogo, di partecipazione e di progettualità per la rivitalizzazione del bene in una ottica di sana imprenditoria.

Il futuro

La rigenerazione agricola dei terreni avverrà con la coltivazione della terra che si trasformerà da landa desolata ad azienda produttiva. In tale sistema saranno integrati processi di economia circolare e sostenibilità nelle sue diverse accezioni. Rigenerazione sarà anche la possibilità di gestire un orto sociale, sperimentando le capacità personali del singolo, raggiungendo un obiettivo svolgendo un’attività soggetta a variabili (es. meteorologiche, di comunità, ecc.).